Il Sale della Terra


 

27 Novembre 2014

Il Sale della TerraLa vita e l'esperienza creativa del grande fotografo Sebastiao Salgado in un film-documentario emozionante e intenso.

“Il sale della terra” è un'opera che nasce portando con sé per lo meno due grandi ambizioni. La prima è quella di riuscire a fondere con armonia la funzione cinematografica con quella fotografica e dobbiamo dire che in questo riesce benissimo.

Il risultato finale realizza la seconda ambizione: un tripudio all'immagine, ma carico e denso di significato e tutto da ammirare, da scoprire e da far vivere nella propria interiorità, mentre si partecipa allo scorrere della vita e alla creazione dell'identità artistica di questo grande fotografo.

L'emozione dell'umanità

E' un film-documentario che conferma il messaggio che Salgado ha voluto dare al mondo con l'intensità delle sue immagini: fotografie che raccontano la bellezza intensa e potente della natura in tanti luoghi del nostro pianeta e di fronte alla stortura di momenti di vita che nulla hanno di “umano” o di “bello”, ma con la consapevolezza finale che così come l'uomo cade, potrà anche rialzarsi.

Le sue foto sono veri e propri documenti che esprimono, in una maniera altamente poetica, intensa e emozionante, tutta la sofferenza, il dolore e la miseria in cui troppo spesso si trova il genere umano. La forza evocativa che è tipica del chiaroscuro e della tecnica del bianco e nero gli permette di disegnare e, soprattuto, di comunicare l'emozione vissuta nell'esplorare un'umanità che vive in un mondo gravido di problematiche.

E' questo l'universo che Salgado ha raccontato nei suoi scatti in oltre quaranta anni e che nel film viene reso in maniera ideale, con un livello lirico che raggiunge altezze elevate, pur restando sempre in primo piano il concetto di documento di denuncia che le foto raccontano.

Dentro il viaggio

“Il sale della terra” è stato scritto e diretto da Wim Wenders e dal figlio di Salgado, Julian. Vuole essere un viaggio interiore, prima di tutto, dentro l'uomo, ma anche il racconto delle potenzialità che offre proprio il viaggiare e l'allontanarsi da ciò che siamo abituati a vedere sotto ai nostri occhi.

Il movimento per Salgado è il mezzo grazie a cui far conoscere realtà dimenticate, nascoste o semplicemente ignorate, perché troppo lontane e solo chi ha il coraggio di esplorarle può portarle alla luce, come ha fatto lui rendendole per sempre visibili e, dunque, reali nella loro esistenza.

Un'opera a due mani

E' molto importante sottolineare come questo film sia reso completo proprio grazie alla sua realizzazione a due mani: l'abilità di Wenders è stata fondamentale per gestire la parte relativa all'immagine, nel trovare un punto di incontro tra la tecnica cinematografica che vuole – anch'essa - il movimento e quella fotografica che, invece, cristallizza la realtà.

Dall'altro lato, il figlio Julian ha, naturalmente, concentrato la sua attenzione sul privato, rendendo un'opera di ricostruzione dei vari avvenimenti non soltanto dal valore cronologico, ma anche in riferimento alla “sua” personale scoperta di un padre che, in fondo, è sempre stato lontano anche dalla famiglia.

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