Amélie Nothomb

Amélie Nothomb

Amélie Nothomb nasce nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove il padre lavora come diplomatico per il Belgio. Vive infanzia e adolescenza come nomade, seguendo i genitori nei loro spostamenti di lavoro in giro per il mondo.

Scrive il suo primo romanzo nel 1992, Igiene di un assassino diventa immediatamente un successo che fa conoscere la giovane autrice a critica e pubblico. Da allora ha scritto 18 romanzi, in cui segue una linea spesso autobiografica, che ama impregnare di riflessioni sulla vita, sulla società, sul mistero della vita e lo stupore che porta con sé.

Stupore, è la parola che accompagna anche la sua immagine pubblica, che potrebbe apparire strampalata e bizzarra rispetto agli standard cui siamo abituati: scrive tutti i suoi libri rigorosamente a mano, senza il supporto della tecnologia informatica e del personal computer, tutte le sue bozze sono racchiuse in piccoli quaderni che l'autrice porta sempre con sé.

Ama vestirsi completamente di nero, scrive soprattutto la notte (mentre beve the nero per tenersi sveglia) e molto spesso indossa curiosi copricapi che la fanno somigliare ad una fata, o una strega, comunque ad una creatura leggendaria lontana dal mondo contemporaneo e dalle mode. Proprio per quest'aura eccentrica che emana, è spesso definita dalla stampa l'enfant terrible della letteratura francese, per la sua figura ma anche per la sua maniera talvolta irriverente e cinica di descrivere la vita, le emozioni e i dettagli all'interno dei suoi romanzi.

In Italia tutti i suoi romanzi sono pubblicati dalla casa editrice romana Voland, cui l'autrice si sente particolarmente legata e che ha dichiarato di non voler abbandonare. L'ultimo successo di Amélie Nothomb è stato pubblicato in Italia nel 2009, romanzo breve dal titolo Il Viaggio d'Inverno.

Opere letterarie

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