Antonio Fogazzaro

Antonio Fogazzaro

Antonio Fogazzaro nacque a Vicenza nel 1842, da una agiata e colta famiglia che lo avviò agli studi di giurisprudenza. Laureatosi a Torino nel 1864, si stabilì a Milano per alcuni anni, ove entrò in contatto con gli esponenti della scapigliatura. Nel 1869 tornò definitivamente a Vicenza e intraprese la carriera di avvocato. Abbandonata la professione di avvocato, si dedicò esclusivamente alla letteratura fino alla morte, avvenuta nel 1911. Fogazzaro appartenne ad un ambiente colto e religioso, ebbe una personalità molto tormentata e sensibile soprattutto nei confronti dei problemi religiosi, aderì alla corrente del “modernismo”, che si proponeva di conciliare la dottrina cattolica, fondata sui dogmi, con le conquiste del pensiero scientifico.

Dopo “Miranda” ed una raccolta di liriche, “Valsolda”, Fogazzaro pubblicò il suo primo romanzo, “Malombra” (1881) che anticipava i suoi temi fondamentali (il mistero, l’inconscio, la fusione tra una sensibilità torbida e vaghe aspirazioni religiose). Il tono e la natura di questo primo romanzo, si ripeteranno nei successivi romanzi: “Daniele Cortis” (1884), “Il mistero del poeta” (1888), “Piccolo mondo antico” (1895), “Piccolo mondo moderno” (1900), “Il Santo” (1905) e “Leila” (1910). L’opera più importante è “Piccolo mondo antico”, che narra il contrasto spirituale fra due giovani sposi, Franco Maironi e Luisa Rigey, in costante conflitto per la diversità delle idee religiose e politiche, benché legati da un profondo reciproco amore.

La poetica di Fogazzaro respinge la teoria veristica e propone un'arte che recuperi alle radici la natura umana, la caratteristica principale è  l'incessante contrasto tra la sua sensualità e il suo misticismo, che provocano un turbamento costante nell'animo umano, l'arte ha anche il compito di promuovere l'elevazione morale e spirituale dell'uomo e non può limitarsi a scoprire ed a descrivere problemi materiali e sociali; per queste ragioni si ricollega in parte al Romanticismo, di cui porta alle estreme conseguenze il soggettivismo, e dall’altra, per non aver saputo creare una concezione organica e chiara dell'arte e per essersi limitato a descrivere situazioni tormentate e personaggi inquieti e torbidi, raffinati ed estetizzanti, si avvicina sostanzialmente al Decadentismo.

Fogazzaro è uno degli autori più discussi del secondo Ottocento. Nella sua cultura e nel suo messaggio è possibile rintracciare una certa complessità, dovuta alla molteplicità delle esperienze e degli interessi da cui esse nascono. Il successo ottenuto dai suoi romanzi dimostra come fosse vicina questa sensibilità a quella delle classi medie italiane, su cui facevano presa i temi e le situazioni vagamente sentimentali.
Nel resto della produzione dell’autore ricordiamo per la saggistica: Discorsi (1898), Scienza e dolore (1898), Il dolore nell’arte (1901).

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