Stefano Zecchi

Stefano Zecchi

Stefano Zecchi, giornalista e scrittore, nasce a Venezia il 18 febbraio del 1945. Ha pubblicato molti libri con diversi editori e insegna estetica all'Università Statale di Milano.

Dopo gli studi classici, Stefano Zecchi si iscrive alla Facoltà di Filosofia di Milano, dove si laurea con una tesi su Husserl, discussa con uno dei più grandi filosofi italiani, Enzo Paci. La sua carriera universitaria comincia a Padova nel 1979, in seguito diventa professore ordinario di Estetica nella Facoltà di Filosofia all'Università degli Studi di Milano, ruolo che ricopre ancora nonostante i suoi numerosi impegni come giornalista e scrittore. Nella sua vita c'è stata anche una parentesi politica: è stato infatti Assessore alla Cultura (comune di Milano) fra il 2005 e il 2006.

L'estetica e in particolare la bellezza, attraverso cui si dispiegano tutte le cose, è alla base del suo pensiero e di molti dei testi che ha pubblicato in Italia, fra cui i più importanti sono Il brutto e il bello (Passepartout Edizioni); L'artista armato (Oscar - Mondadori);  Le promesse della bellezza (Saggi - Mondadori); L'uomo è ciò che guarda (Frecce – Mondadori).

Il suo percorso come scrittore si dispiega infatti in particolare nel genere saggistico, anche se il suo modo di affrontare argomenti complessi in maniera semplice lo rende particolarmente apprezzato da un pubblico di lettori piuttosto vasto ed eterogeneo.

La paternità

L'ultimo romanzo di Stefano Zecchi pubblicato da Mondadori, Dopo l'infinito cosa c'è, papà?, è un diario e insieme un percorso sulla sua esperienza di paternità, arrivata in un'età in cui la media degli italiani diventa nonno. Suo figlio nasce infatti quando l'autore ha già 59 anni.

Zecchi ha voluto in un certo modo condividere la sua esperienza di padre con i lettori, raccontare del suo rapporto con il figlio e dell'importanza che il piccolo “Frick” ha nella sua vita. Per lui infatti l'autore può rinunciare a qualsiasi impegno, sfatando il luogo comune sui padri assenti dalla vita quotidiana dei bambini. C'è anche un piccolo rendez-vous con le donne, talvolta colpevoli di non credere abbastanza nelle capacità educative dei propri compagni.

Opere letterarie

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