Victor Hugo

Victor Hugo

Hugo Victor è nato a Besançon nel 1802, figlio di un ufficiale dell’esercito, passò l’infanzia  al seguito del padre, in Corsica e in Spagna, e con la madre e i fratelli a Parigi. La madre guidò le sue prime scelte letterarie, a cui sono dovute una menzione dell’Accademia francese, un alloro dei giochi floreali di Tolosa e i riconoscimenti, anche finanziari, come poeta della famiglia reale. Nel 1819 fondò una rivista col fratello Abel, «Le Conservateur littéraire», e nel 1822 pubblicò una prima raccolta di Odi e poesie varie di intonazione monarchica e cattolica (Odes et poésies diverses), che gli fruttò una pensione di 1000 franchi che fu accresciuta nel 1823 per la pubblicazione di Han d’Island. Lo stesso anno sposò Adele Foucher e da questo matrimonio nacquero cinque figli. La morte della madre e il riavvicinamento al padre, ex-generale napoleonico, cambiò il suo stile: nel cantore dell’incoronazione di Carlo x (1825) già nasceva il capo della scuola romantica. Sono di questi anni, infatti, i suoi primi contatti con i circoli romantici parigini, primo fra tutti quello di Jacques Nodier alla Biblioteca dell’Arsenal. Il cambiamento è già intuibile in Bug Jargal, romanzo su una rivolta dei negri di San Domingo, e nelle Odi e ballate (Odes et ballades, 1826), in cui la figura di Napoleone è per la prima volta evocata. Ma la scelta decisiva si espresse in un testo teatrale, il Cromwell (1827), primo dramma storico romantico, la cui prefazione è considerata giustamente il manifesto delle nuove teorie romantiche. Poichè quest'opera era troppo impegnativa da portare sulle scene Hugo rappresentò l'Hernani, con la quale fu riconosciuto capo della nuova scuola romantica. Il gusto dell’oriente, degli archeologi, di pittori come Delacroix, venne alla luce negli anni 1825-28 con la pubblicazione di Le Orientali (Les Orientales, 1828).

Nel 1831 Hugo pubblicò Notre-Dame de Paris, che narra le vicende di una bellissima donna contesa da un gobbo e da un prete innamorato sullo sfondo della cattedrale al centro di Parigi. Con Notre-Dame de Paris Hugo voleva mostrare l’anima nei monumenti della città. A quest'opera seguirono molti altri scritti tra cui, Foglie d’autunno (Feuilles d’automne, 1831), Marion Delorme 1831, Il re si diverte (Le roi s’amuse, 1832), la cui versione operistica sarà il Rigoletto di Verdi, Lucrezia Borgia (Lucrèce Borgia, 1833), Angelo, tiranno di Padova (Angélo, tyran de Padoue, 1835), Claude Gueux (1834), Canti del crepuscolo (Les chants du crépuscule, 1835), Le voci interiori (Les Voix Interieures 1837), Maria Tudor (1838), Ruy Blas (1838). Nel 1841 divenne membro dell’Accademia Francese. Nel 1843 due avvenimenti interruppero per un decennio la sua attività letteraria: la morte di sua figlia Léopoldine e l’insuccesso del dramma Les Burgraves, che determinò la sua rinuncia al teatro. Nel 1845 venne nominato da Luigi Filippo Pari di Francia, nel 1848 deputato all’Assemblea Costituente, dove fu uno dei più grandi avversari del presidente Luigi Bonaparte. Il suo rifiuto del regime lo portò all'esilio in Belgio, poi a Jersey e a Guernesey. Lontano dalla Francia, pubblicò molti scritti, ridicolizzò l’imperatore in Napoleone il piccolo (Napoléon le petit, 1852), e appoggiò esuli e patrioti repubblicani. Nei Castighi (Les châtiments, 1853) la violenza del verbo risponde alla violenza del dittatore. Quando già lavorava alla Leggenda dei secoli, Hugo riaprì gli abbozzi riuniti sotto il titolo Miserie (Misères), che saranno I miserabili (Les misérables, 1862) la sua opera più importante. Rientrò a Parigi dopo il crollo dell'Impero, entrò nel Senato nel 1876 e morì il 22 maggio 1884. La sua salma fu lasciata per una notte sotto l’Arco di Trionfo dei Campi Elisi e vegliata da dodici poeti e poi posta nel Pantheon.

Opere letterarie

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