Walter Pozzi

Walter Pozzi

"Trent'anni della mia vita li ho buttati, per altri cinque ho dormito, e cinque, finalmente li ho vissuti" questo è quanto il monzese Walter G. Pozzi  ripete a chi gli chiede qualcosa sul suo passato.
Walter G. Pozzi si forma culturalmente negli anni Ottanta, negando con forza il vuoto di valori che sta sorgendo in quel periodo storico. Pessimo studente liceale, inizia a studiare seriamente al termine degli anni scolastici, nell'idea di intraprendere la carriera di scrittore. Per questo va a vivere da solo e comincia ad affrontare in maniera traumatica il mondo del lavoro,  s'improvvisa consulente finanziario,  insegnante di tennis, ma si scontra immediatamente con la deludente realtà. Il suo amore per la lettura, nel frattempo, si concretizza in una passione per la scrittura sempre più intensa. Un paio di romanzi portati a termine rimangono nel cassetto, censurati dal loro stesso autore, finché, nel 1995, termina la stesura de Il corpo e l'abbandono. Cinque mesi dopo averlo proposto alla Tranchida, riceve una telefonata dell'editore che lo convoca in sede.
È l'inizio della sua carriera letteraria. Cura la pubblicazione di un libro di Proust dal titolo Personaggi e di una raccolta di racconti dello scrittore anglo-birmano Saki pubblicato con il titolo Gatti, lupi e altri animali. Nel 1997 esce il suo romanzo Il corpo e l'abbandono.
Critiche positive e incontri con il pubblico e l'idea per un nuovo lavoro che esce tre anni dopo, nel 2000, con il titolo L'infedeltà. Il discreto successo di quest'ultimo romanzo gli procura ingaggi inattesi come docente di scrittura creativa presso biblioteche e scuole che lo convincono a intraprendere una nuova carriera lavorativa maggiormente consona ai suoi interessi culturali.
E questa volta, la nuova attività gli consegna quelle soddisfazioni mai incontrate in altri lavori, e nuove energie per riprendere a scrivere.
Così, con qualche sacrificio economico, ma molto più tempo libero e disposizione, termina il suo terzo romanzo, Altri destini.

Nei romanzi di Walter G. Pozzi ricorre con frequenza la figura dell'individuo insoddisfatto, per quanto socialmente inserito, costretto da un episodio a rivedere le proprie scelte esistenziali.
I personaggi di Pozzi sembrano creati per dimostrare l'inconciliabilità tra vita e ideali e la necessità di accettare, solamente dopo avere compreso il perché dell'inevitabilità della frustrazione, e sembrano ammonire il lettore a farsi carico dell'ambiguità che sempre pervade le cose umane.

Opere letterarie

Copyright © 1996-2014 Genesi S.r.l. | Partita IVA 01680570676 - Cap. Sociale € 10.000,00 i.v. REA TE 143874