Il birraio di Preston

Il birraio di Preston
Autore: 
Andrea Camilleri

Ancora una volta siamo nella Sicilia post unitaria ed ancora una volta Camilleri prende le mosse da un fatto reale per condurci nella dimensione del romanzo. Il fatto reale emerge da una pubblicazione del 1969, l’"inchiesta sulle condizioni della Sicilia (1879-1876)".

L’inchiesta riporta un fatto accaduto a Caltanisetta, ma che poi lo scrittore preferirà trasporre in quel di Vigata.

Si tratta della decisione di un prefetto di far rappresentare l’opera lirica “Il Birraio di Preston” di Luigi Ricci in occasione dell’inaugurazione del nuovo teatro della città, evento che diede origine ad un clima di malcontento ed insofferenza nella popolazione locale, che non si sentiva vicina alla mentalità di questo prefetto di origini fiorentine e che provava un senso di crescente esasperazione nei confronti del malgoverno e della politica.

La scena si apre una notte, la classica “notte buia e tempestosa” di Lyttoniana memoria, quando il piccolo Gerd Hoffer, alzatosi dal letto per un’impellenza fisiologica, vede dalla finestra i bagliori di un incendio che si sta sviluppando in lontananza.

Il piccolo Gerd corre a svegliare il padre, inventore di una nuova macchina a vapore capace di spegnere gli incendi, che corre entusiasta verso la vicina Vigata per sperimentare la sua nuova invenzione. Ma com’è nato l’incendio? Per trovare la risposta a questa domanda bisogna tornare al giorno della nomina del prefetto di Montelusa Eugenio Bortuzzi, uomo di origini toscane trapiantato in Sicilia, che volle inaugurare il nuovo teatro comunale con la rappresentazione lirica “Il Birraio di Preston di Luigi Ricci.

Questa decisione innescherà una serie di malcontenti rivolti al prefetto, rivolti allo stesso autore dell’opera lirica, ed alla situazione politica del momento. Dopo una lunga serie di discussioni e peripezie, in un continuo andamento altalenante tra serio e faceto, si giunge al giorno dell’inaugurazione del teatro e della rappresentazione. La situazione è tesa, il teatro è blindato, nessuno può abbandonare la rappresentazione, vi sono veri e propri momenti di tensione, finché, per incidente, scoppia l’incendio.

Solo alla fine si scoprirà la ragione di tanta testardaggine e dell’accanimento del prefetto nei confronti di questa rappresentazione: desiderava fare omaggio alla sua sposa, avendola conosciuta a Firenze proprio a teatro in occasione della rappresentazione del Birraio di Preston.

Ma è proprio così? Il romanzo si conclude con le parole della sposa del prefetto: «L'era mi'a questo birraio ma un'opera di Bohherini (Boccherini), mi pare si chiamasse "La Giovannina"...»; risponde il prefetto «Si chiamava "La Clementina", ora mi ricordo»...

Ulteriori dettagli
Editore: 
Sellerio
Codice EAN / ISBN-13: 
9788838914997
Pagine: 
212

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