L'endiadi del Dottor Agrò

L'endiadi del Dottor Agrò
Autore: 
Domenico Cacopardo

Due casi di omicidio incredibilmente intrecciati, l’uno è finzione (ma fino a che punto?), l’altro realtà. Sullo sfondo della società siciliana, il nuovo romanzo di Domenico Cacopardo racconta di delitti irrisolti che allacciano misteriose storie di appalti e tradimenti degli anni ’60 ad avvenimenti molto recenti.

"L'endiadi è una cosa, un concetto che si compone di due cose, che tuttavia perdono la loro autonoma identità nell’entità unitaria. E viceversa può essere costituita da due cose che possono essere anche unitariamente considerate" spiega il dottor Agrò, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma. È a lui che viene consegnato un floppy contenente il file di un appassionante romanzo giallo, La strana storia di Catènio La Strada, che narra di oscuri traffici legati a un’antica storia di appalti e piccanti relazioni adulterine.

L’autore è Vincenzo Rovini, magistrato in pensione, assassinato da pochi giorni nella sua casa di Roma. Anche la sua amante, Càrola Heisengarten, viene trovata morta nel suo letto della villa di Letojanni, uccisa da più colpi di pistola. Non può essere una coincidenza: Agrò è sicuro che tra le pagine della Strana storia debba esserci qualche indizio nascosto e, leggendo di criminalità comune e mafiosa, percorrendo vie tortuose tra i ministeri di Roma e la Sicilia, risolverà "le endiadi" del caso Rovini.

Tratto dal libro:

"Lola, Lola" ordinò Vincenzo, "andiamo."
L'anziana welsh terrier si alzò pigramente, scodinzolò e cominciò a scendere le scale.
Vincenzo Rovini, ah! Quante sfottiture per quel cognome che spesso spingeva a fare gli scongiuri, vecchio magistrato in pensione, vedovo, chiuse la porta-finestra della terrazza al secondo piano e imboccò lentamente le due rampe di scale che conducevano al primo.
Prese le chiavi di casa, aprì l'uscio e scese al piano terra. Lola lo precedette e iniziò ad abbaiare di fronte al portone chiuso.
Finalmente furono in strada e girarono per via Messina, raggiungendo via Luigi Rizzo sulla riviera.
Il tempo era al brutto: il vento di libeccio aveva fatto alzare il mare e qualche spruzzo arrivava fino al marciapiede. Piovigginava di quella pioggerella sporca di sabbia che cade sulla Sicilia quando il maltempo viene da Sud, dall'Africa.
Superarono il ristorante "da Nino" e il suo grande gazebo azzurro: inanimati per la chiusura settimanale, accentuavano la desolazione del lungomare in preda al maltempo.
Proseguirono. Piazza Cagli era deserta. Giunsero in farmacia ed entrarono.
Se lo ricordava ancora il giorno in cui Mario Galofaro e sua madre avevano rilevato quell'esercizio dalla moglie di don Sarino Bonsignore. E come erano arrivati da Catania, incerti sull'accoglienza del paese che, quasi subito, li aveva invece adottati.
C'era proprio lui, Mario, in negozio: uscì dal bancone, fece le feste a Lola che ricambiò con ampie leccate delle mani; prese un biscotto da una scatola dove li teneva, sempre pronti, e glielo diede.
"Ho finito il Malox e il Ranidil" annunciò Enzo.
"Devi calmarti, Enzo, con quest'ulcera, prendere le cose per il verso giusto!" gli raccomandò il farmacista, dandogli i medicinali. "E il tuo amico romano dell'altro giorno?" riprese. "Sta meglio?"
"Non ne ho idea. Solo un colpo di freddo. Per me, stai tranquillo. Saluta tua moglie da parte mia, non ti scordare" concluse Vincenzo, riguadagnando la strada.

Ulteriori dettagli
Editore: 
Marsilio
Codice EAN / ISBN-13: 
9788831776424
Pagine: 
182

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