C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

Il protagonista di "C’era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" è Rep, diminutivo di Reptil (rettile), una specie di eroe perseguitato dal destino, alla continua ricerca della sua strada, una strada che lo porti lontano da Cartagena (la Città Immobile), che lo porti a realizzare un qualche sogno - e lui sogna di diventare un regista, un giocatore di calcio o un pistolero - ma che, soprattutto, lo porti a dimenticare “una certa ragazza”, a cancellare il fantasma di lei, il vuoto.

Il culmine della sua fuga è sempre l’amata e odiata Bogotá. Anche a Bogotá nessun sogno si può realizzare, ma almeno nessuno si cura di lui, nessuno lo conosce e la vita va avanti, anche se procede sempre verso il vuoto. A Bogotá vive in pericolo continuo di morte: è come se la perdita di ‘una certa ragazza’ e il futuro sterile che lo attendono lo tenessero legato a queste strade in cui scoppiano le bombe; non importa mettersi in salvo quando uno ha perduto le cose importanti o queste sono irraggiungibili.

Rep detesta tutto quello che lo circonda: il mondo, gli uomini, la cultura e se stesso. Vive in un universo abbandonato da Dio, senza centro, in cui sente affinità soltanto con gli angeli caduti da un Olimpo fragile e drammatico, come Jim Morrison, Jimi Hendrix e Sid Vicious.

Rep è continuamente tormentato e finisce per far soffrire chi gli sta accanto. La parabola del protagonista sembra doversi chiudere con un salto nel vuoto, come quella dei suoi idoli, Morrison e Cobain, ma la differenza sostanziale tra Rep e gli eroi dannati è che lui conserva valori umani. Può sbronzarsi e attaccar briga nei bar e perdersi nelle strade di Bogotà, può addormentarsi nei giardini pubblici e cercare di fuggire da tutto e da tutti, ma i suoi principi sono razionali e i suoi legami d’affetto sinceri.

Nota di Tiziana Gibilisco

"La scrittura di Medina è crudele e delicata insieme, sempre attenta e mai gratuita. Sa creare situazioni di trascinante comicità (sia popolaresca che onirica) accanto a momenti di disincanto (sia aggressivo che mesto) nobilmente marginale. Questo libro è come un CD di hard rock, dalle frasi corte e incisive, un caos ben scandito che dà libero sfogo alla creatività come all’alcolismo, alle fantasticherie di fama come al chisciottismo controculturale e alla religione dell’amicizia. Ma la nota dominante è una grande freschezza e franchezza, e un umorismo asprigno che conquista. È la rivolta di una generazione periferica, che volta le spalle alla politica e all’economia, ma anche alla depressione autodistruttiva, decisa a vendicarsi del sentimentalismo da telenovela e a restare spinosamente giovane, giovane ad oltranza. Come dice l’autore stesso, Rep non vuole autodistruggersi (almeno non nel senso tragico, letterale ed esistenziale delle rock star che ammira): si limita a trasformare in cinismo e ironia ciò che si suppone debba essere serio e doloroso. L’umorismo è il suo antidoto, la sua unica via d’uscita".

Nota di Danilo Manera

Ulteriori dettagli
Editore: 
Feltrinelli
Codice EAN / ISBN-13: 
9788807840173
Pagine: 
173
Anteprima: 

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