Misure del timore

Misure del timore
Autore: 
Antonio Spagnuolo

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli nel 1931 e marcia con vivezza d’ingegno e interessata partecipazione alla vita, quella sua e quella sociale e letteraria, oltre gli ottant’anni. Perciò si resta spiazzati nell’approccio a questa sua ultima raccolta poetica, perché è vero che queste “Misure del timore” sono poesia della memoria, del rimpianto, della consapevolezza dell’effettività del presente, del futuro non troppo lontano. Ma invano cercheresti nei versi di Spagnuolo quella connotazione umbratile o crepuscolare che pur sarebbe normale in un uomo della sua età.

Invece si rimane subito colpiti da una forza espressiva senza sosta, dall’entusiasmo della parola, come se il poeta volesse comporre tutte le “fratture” della vita nella sintesi della parola poetica. Voglio dire che qui e lì affiora sì il rimpianto del tempo perduto che si vorrebbe recuperare o rivivere, la malinconia derivante dall’assenza di stimoli emozionali e vitali, la nostalgia delle cose recuperabili soltanto attraverso i flussi memoriali, ma tutto viene ricomposto da un pensiero che indaga e chiarisce e da’ un codice linguistico di forte vivacità espressiva: la virilità giovane e maschia che ora è soltanto un ricordo viene come riscattata sul piano dello slancio elocutorio.Egli evita quel piangersi addosso che risulterebbe fastidioso e che non gli appartiene. Probabilmente  si sorprende a cogliere ancora segni di vitalità e di dinamismo esistenziale nella sua condizione attuale.

Se si spoglia il dettato poetico del velo metaforico, si disvela la forza ossimorica, contrastiva, di questi versi: dalla “notte” del tempo e dei ricordi affiora “una strana freschezza”, un “rimpianto” non lamentoso e dolente, ma “lento e armonioso” provocato dall’”autunno” della vita che comunque comporta pensieri che a loro volta ingenerano una “segreta malinconia”.

Ma scendiamo più al fondo di questa raccolta per coglierne l’effettiva essenza contenutistico-formale. E allora diciamo subito che il dettato poetico è connotato dalla presenza, in quasi tutti i testi, di un “tu” che è riferito ad una donna in carne ed ossa, che è una scoperta interlocutrice del poeta. Un “tu” che non ha una mera funzione poietica; non si tratta quindi di una interlocutrice ideale, ma di una donna alla quale il poeta ha parlato e parla tuttora, protagonista di una storia d’amore forse finita per sempre, ma mai dimenticata o superata del tutto o rimossa. Storia d’amore che finisce per diventare l’asse centrale intorno a cui si fissa tutto il mondo emozionale, sentimentale, esistenziale dell’autore. Perché un amore vero lo è sia nel suo svolgimento vorticoso e totalizzante, sia quando sembra finito e pur risorge dalle sue ceneri per far sentire la sua forza o la sua violenza.

A livello strutturale, questa raccolta di versi non è il diario di una storia d’amore ma  un’avventura intellettuale, un universo da esplorare per portarne alla luce essenze e significanze. Processo che provoca una sorta di sublimazione di quell’amore, a livello di pensiero dove esso risiede stabilmente, a livello di memoria che recupera e fa emergere, a livello di parola che lo dice e lo scompone e lo ricompone.

Tutto questo, ovviamente, costringe il poeta ad un uso dialettico dei tempi verbali per dire dell’”allora” e dell’”ora” in uno sconcertante disequilibrio che gioca ora a favore  ora a sfavore del singolo momento cronologico e compositivo.

E questo libro, che lo riflette in tutti i suoi aspetti, può anche essere considerato come l’emblema, il segno della sua esperienza artistica: la poesia, esaurita la fase, pur utilissima, della sperimentazione delle forme, ri/diviene uno strumento per dirsi e comunicare sicché la parola viene investita di una nuova, più intrigante responsabilità.

Ulteriori dettagli
Editore: 
Kairòs
Codice EAN / ISBN-13: 
9788895233642
Pagine: 
168

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