Liberi di non comprare


 

Autore: 
Raffaella Milandri

Liberi di non comprare”: il nuovo libro di Raffaella Milandri mette il consumismo sul banco degli imputati come dimensione esistenziale che ci ha schiavizzati e che va superata per tornare a vivere in maniera più umana e vera

Il lavoro svolto da Raffaella Milandri è appassionato e utilissimo. Grazie ai suoi tanti reportage, ai suoi libri e ai suoi viaggi in solitaria, racconta la realtà e la purezza della vita delle popolazioni indigene concentrando la sua divulgazione a favore dei diritti umani, troppo spesso calpestati, di questi popoli.

Nel 2011 ha pubblicato il suo primo libro: “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”. A questo ne sono seguiti altri quattro, compreso il suo ultimo lavoro editoriale: “Liberi di non comprare”, edito da PS Edizioni.

Una rivoluzione da attuare? Lo sciopero degli acquisti

Il suggerimento che questo libro della Milandri vuole proporre non è sicuramente quello di praticare una sorta di acquisto consapevole, magari in funzione di conseguire un vantaggio dal punto di vista economico.

Il nodo centrale su cui l'autrice ha voluto concentrare la sua attenzione è molto più profondo e incisivo: si deve superare proprio il concetto di consumo, è necessario allontanarsi definitivamente dal consumismo che è solo schiavitù e tornare alla nostra vera identità.

Tutti noi dobbiamo, quindi, passare dall'interpretare il ruolo di consumatori al vivere quotidianamente la nostra natura di esseri umani.

“Liberi di non comprare”

Raffaella Milandri racconta, dunque, i motivi per cui bisogna attuare questa rivoluzione in questo libro che vede anche il supporto di una serie di importanti interventi. Tra questi ricordiamo quello a carattere storico del Prof. Barbagallo, la testimonianza di una donna sopravvissuta al terremoto che ha colpito il Centro-Italia e fino all'immancabile e fondamentale contributo-riflessione di appartenenti alle popolazioni indigene, dagli Inuit agli Aborigeni.

Se, infatti, la dimensione che noi occidentali viviamo, ormai in maniera automatica, è quella che rientra nel “valore” consumistico - per cui ogni nostra azione è funzionale e orientata al soddisfacimento di un bene che viene, quindi, acquistato -, dall'altro lato c'è la realtà e la cultura di popolazioni che finora sono rimaste libere da questa schiavitù e che vivono quotidianamente nel pericolo di essere sopraffatti dal “lavoro” a favore dell'integrazione consumistica che le grandi multinazionali vorrebbero introdurre anche nel loro contesto finora rimasto puro e libero.

Proprio da questa cultura indigena di libertà parte la riflessione dell'autrice, oltre che da un'intervista-colloquio con un senzatetto di New York, per arrivare a comunicare il messaggio finale del libro: è arrivato il momento di riappropriarsi della libertà di non comprare. Per ottenere dei risultati dobbiamo agire, si deve passare all'azione e decidere di fare il, cosiddetto, sciopero degli acquisti.

Quella proposta dalla Milandri è, quindi, un'azione di lotta e di ribellione che, se messa in pratica da ognuno di noi, può portare ad un grandissimo risultato: recuperare la nostra dignità e il nostro valore di cittadini e di esseri umani...

                              
Ulteriori dettagli
Editore: 
P.S. Edizioni
Codice ISBN-10: 
8899231567
Codice EAN / ISBN-13: 
978-8899231569
Pagine: 
124

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