Prodotti tipici abruzzesi


 

Ferratelle abruzzesi

I prodotti tipici abruzzesi sono assai vari, in quanto questa regione, grazie alla sua posizione, vanta sia una tradizione agricola e pastorale che una marinara: la cucina caratteristica, dunque, può contare su un delizioso mix di “mari e monti”.

Di conseguenza i visitatori potranno gustare in questo territorio numerose prelibatezze, come tartufi, salumi, baccalà, mazzancolle, trota, vini pregiati e spezie. Non mancano inoltre deliziosi dolci tipici dal sapore antico: si pensi alle ferratelle, agli uccelletti, alle sfogliatelle, ai calcionetti, ai cantucci, ai fiammiferi, ecc. Andiamo alla scoperta di questa affascinante tradizione eno-gastronomica.

L'Atlante dei prodotti tipici abruzzesi: una panoramica completa sulla cucina d'Abruzzo

L'Atlante dei prodotti tipici abruzzesi è uno dei testi più esaustivi per conoscere i segreti e i principali piatti della tradizione culinaria della regione. Si tratta di un vero e proprio vademecum che conduce il lettore alla scoperta delle delizie d’Abruzzo.

Naturalmente tra i prodotti menzionati dall’opera spiccano i celebri arrosticini. Si tratta di una pietanza che nasce come piatto povero per i pastori e i contadini della zona negli anni cinquanta, quando l’Italia del dopoguerra ancora stentava a riprendersi. Gli emigranti abruzzesi erano soliti – in occasione dei loro spostamenti alla ricerca di un lavoro – portare con sé una scorta di arrosticini, per non rinunciare al sapore più tipico della propria amata terra. Nati come un piatto della pastorizia abruzzese, oggi gli arrosticini rappresentano una delle pietanze più prelibate della cucina italiana: non a caso sono molto apprezzati anche all’estero.

Altro prodotto d’eccellenza segnalato dall'Atlante è la cosiddetta patata turchesa, coltivata fin dal XVIII secolo sulle montagne abruzzesi del Gran Sasso (questo ortaggio, infatti, cresce soltanto ad alta quota). La turchesa, in effetti, era molto diffusa, perché era un prodotto di facile conservazione e si consumava direttamente in loco: solitamente veniva preparata al coppo, oppure la si faceva cuocere sotto la cenere e poi veniva mangiata senza togliere la buccia. Per conservare questo prezioso tubero venivano utilizzati ambienti sotterranei delle case, come le cantine o anche grotte, così da averlo a disposizione quasi per tutto l'anno.

Il libro, inoltre, evidenzia le notevoli proprietà benefiche di questa patata gibbosa: la sua buccia – ad esempio - è ricca di sostanze anti-ossidanti in grado di inibire l’azione dei radicali liberi e, dunque, di rallentare l’invecchiamento cellulare. Questa varietà orticola – lo ricordiamo - è così chiamata in quanto presenta una buccia di colore blu-violaceo intenso; all'interno, invece, essa è bianca e si caratterizza per un basso contenuto di acqua e una granulosità media. La patata turchesa dell'Abruzzo è facilmente riconoscibile: la sua forma – infatti – è bitorzoluta e gli incavi sembrano occhi.

Oggi viene utilizzata soprattutto per la preparazione degli gnocchi, come contorno al forno per accompagnare il baccalà, oppure viene fritta o cotta alla brace.

Un'indagine sui dolci abruzzesi

In questo libro si parla dei più popolari e apprezzati dolci abruzzesi, come le pizzelle, il parrozzo, i cellucci e la cicerchiata.  Si tratta di ricette della tradizione tramandate da generazioni, di madre in figlia; queste preparazioni rappresentano una realtà artigianale di inestimabile valore e, solitamente, vengono realizzate solo una volta all'anno per celebrare la festività cui sono legate.

Il testo consta di sei capitoli: nei primi quattro i dolci tipici sono suddivisi in base alla provincia di origine (si pensi ai bocconotti di Chieti o alle sfogliatelle abruzzesi e ai calcionetti di Teramo), mentre il quinto capitolo descrive i dolci più rappresentativi della regione; quello finale – invece - confronta i dolci abruzzesi con quelli dell’intera Penisola, ravvisando differenze e punti in comune.

I migliori liquori abruzzesi

Il libro Bevo la foglia ci insegna come mixare con 112 ricette come ottenere ottimi drink e liquori da servire dopo una cena. L'Abruzzo infatti, oltre a proporre un'offerta gastronomica molto interessante e variegata, può vantare una lunga tradizione di liquori e anche di vini.

Ogni buon abruzzese generalmente custodisce una bottiglia di liquore di genziana, una radice di montagna che cresce spontaneamente tra i pascoli e le alture abruzzesi. La radice di genziana, oltre a essere un ottimo digestivo, ha importanti principi febbrifughi e stimolanti.

Altro liquore di spicco è il liquore aromatico Centerba, che nasce nel lontano 1817 a Tocco da Causaria. Il liquore contiene erbe provenienti dalle pendici della Maiella Madre e del monte Morrone ed è caratterizzato da un tipico colore verde. La Centerba nel 1884 fu addirittura utilizzata per combattere l'epidemia del colera nel Regno di Napoli e rappresenta uno dei liquori con la maggiore gradazione alcolica di tutta Italia.

Grazie al sapore dolciastro conferito dalle amarene, mischiate a un'abbondante dose di Montepulciano d'Abruzzo, la Ratafià è un liquore particolarmente apprezzato anche dal gentil sesso. Per il suo gusto molto gradevole si sposa perfettamente a fine pasto per accompagnare il dessert.

Un mix perfetto tra tradizione costiera ed entroterra

Come accennato in precedenza la gastronomia abruzzese è una perfetta miscela tra tradizione marinara e montana. A rendere omaggio a questa varietà di sapori e di prodotti tipici è il testo Primi piatti di mare e di terra nella cucina abruzzese: questo volume contiene più di 160 ricette di primi caratteristici dell’Abruzzo, offrendo al pubblico la possibilità di riprodurre preparazioni gustose e semplici che evocano i sapori più genuini della regione. Il testo è stato messo a punto da due prestigiosi cuochi - Di Lello & Stanziani – che svelano numerosi segreti della cucina locale.

La cucina antica d’Abruzzo

La cucina abruzzese dei trabocchi – realizzato dall’autrice Maria Teresa Olivieri  - non è un mero ricettario, ma contiene storie e narrazioni suggestive che terranno avvinto il lettore che sarà trasportato nell’affascinante mondo gastronomico d’Abruzzo, tra tradizioni, storie, riferimenti culturali e rituali “da tavola”. Questo volume, in effetti, tende a divulgare le principali preparazioni della cucina antica della regione, quella – in altri termini – realizzata in casa con prodotti a chilometro zero.

La cucina della Maiella

Prosecuzione ideale del precedente volume è La cucina della Maiella, scritto a quattro mani da Lucio Biancatelli e Gino Primavera allo scopo di concludere il viaggio alla scoperta delle radici culinarie dell’Abruzzo. Anche in questo caso gli autori non si limitano al semplice elenco di ingredienti e alle indicazioni per il corretto procedimento delle ricette tipiche abruzzesi, ma vanno ben oltre esplorando in lungo e in largo tutte le straordinarie caratteristiche di quest’area geografica varia, misteriosa e ricca di fascino.

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