Gestire il proprio denaro con lucidità, senza farsi travolgere dall’ansia da mercato o dal timore di prendere decisioni sbagliate, è un obiettivo che molti inseguono senza mai raggiungerlo davvero. La ragione, spesso, non è la mancanza di volontà o di intelligenza: è semplicemente l’assenza di un metodo chiaro e di un riferimento professionale che lavori esclusivamente nell’interesse del cliente.
Consulenza finanziaria indipendente, scritto da Luca Spinelli, consulente fee-only iscritto all’OCF, si pone l’obiettivo di essere una guida concreta per chi vuole rimettere ordine nelle proprie finanze personali. Non è un manuale teorico, ma un percorso pratico, costruito su strumenti che possono essere replicati.
La figura del consulente finanziario indipendente in Italia
In Italia, la figura del consulente finanziario indipendente rappresenta ancora una rarità. Su oltre 50.000 consulenti finanziari attivi nel Paese, poco più di 700 operano in regime di vera indipendenza. Un numero che, confrontato con la vastità del mercato, racconta molto sullo stato della professione e, di riflesso, sulle abitudini degli italiani nella gestione del risparmio.
Ma cosa distingue un consulente indipendente dagli altri? La risposta è nella struttura stessa del rapporto professionale. Chi opera in modo indipendente non ha legami con banche, reti di distribuzione o intermediari finanziari: non riceve commissioni sui prodotti consigliati, non è condizionato da obiettivi commerciali che nulla hanno a che fare con il benessere del cliente. Lavora esclusivamente a parcella, con una retribuzione che dipende solo dalla qualità del servizio prestato.
Luca Spinelli, con la chiarezza di chi conosce il settore dall’interno, illustra come questo modello sia l’unico in grado di garantire una consulenza davvero libera. Una consulenza misurata solo sull’interesse dell’utente.
Cosa significa consulenza finanziaria indipendente
Definire la consulenza finanziaria indipendente è il punto di partenza per capire cosa si ha il diritto di pretendere da questo professionista. Nel libro, l’autore spiega che la consulenza indipendente è fondata su tre pilastri: assenza di retrocessioni, separazione netta dei ruoli tra chi consiglia e chi esegue, trasparenza misurabile.
Non basta che un professionista si dichiari “indipendente”: ci vogliono requisiti formali e un modello di compenso che non lasci spazio ad ambiguità. Il lettore impara così a distinguere chi è davvero libero da chi usa l’indipendenza come strumento di marketing.
La consulenza finanziaria, intesa in senso più ampio, è un servizio che supporta privati e famiglie nel prendere decisioni sul proprio patrimonio. Quando questa consulenza è davvero indipendente, però, c’è un valore in più determinante: le strategie sono pensate per l’obiettivo del cliente, non per il margine di profitto di un altro ente.
Dal patrimonio al piano
Nel volume, disponibile su Amazon e sui maggiori store, l’autore va oltre la descrizione delle caratteristiche di una consulenza indipendente, perché guida il lettore lungo un percorso concreto, partendo dalla fotografia della situazione patrimoniale attuale.
Il primo passo è capire cosa si possiede, quanto costa tenerlo e quali obiettivi si vogliono raggiungere. Anche se sembra semplice, la realtà è che molti investitori non hanno mai fatto questa analisi in modo sistematico. A questo segue la costruzione di una mappa dei costi, strumento spesso trascurato, eppure decisivo per smettere di perdere risorse senza accorgersene.
Il libro descrive poi il piano scritto, un documento con obiettivi, livello di rischio che si può sostenere e criteri per il ribilanciamento. Il monitoraggio periodico completa il percorso, per trasformare il documento del piano in uno strumento davvero efficace.
Come scegliere il professionista giusto
Un altro grande tema del libro è la scelta del consulente. Luca Spinelli fornisce criteri precisi per valutare un professionista prima di affidargli l’incarico, accompagnati da un elenco di domande da porre al primo colloquio, utile per verificare l’effettiva indipendenza di chi si ha di fronte.
Sul tema delle parcelle, il libro fa chiarezza tra i due modelli principali: la percentuale sul patrimonio gestito e la fee fissa per complessità. Capire quale si adatta meglio alla propria situazione è già un passo avanti nella costruzione di un rapporto professionale equilibrato.

